Milano, cultura dentro al carcere di San Vittore: nasce ReverseLab

Milano, cultura dentro al carcere di San Vittore: nasce ReverseLab.

È stato inaugurato il 24 settembre, nella Casa Circondariale di Milano San Vittore “Francesco Di Cataldo”, ReverseLab, uno spazio per l’arte contemporanea tra carcere e città. Il progetto nasce dalla sinergia tra carcere, Politecnico di Milano e PAC Padiglione d’Arte Contemporanea, realizzato grazie al contributo di Fondazione di Comunità Milano, in collaborazione con Forme Tentative e Philo – Pratiche filosofiche.

ReverseLab ha aperto oggi i battenti con la mostra intitolata “Gli artisti sono quelli che fanno casino. Frammenti dal carcere di San Vittore”, con l’opera site specific che l’artista Maurice Pefura ha realizzato durante un workshop, svolto tra marzo e giugno, che ha coinvolto detenuti e agenti di polizia penitenziaria.

Questa collaborazione ha dato vita ad un’unica opera d’arte collettiva che assembla migliaia di frammenti espressivi posizionati su tessere di carta e altri materiali, i quali occupano tutte le pareti di una lunga galleria del carcere e, in questo modo, convertono lo spazio chiuso in un nuovo paesaggio urbano.

L’esposizione e l’intero processo che ha portato alla sua realizzazione sono stati curati da Diego Sileo, curatore del PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano che curerà anche le future mostre, previste con cadenza annuale, “affinché l’arte possa diventare anche veicolo di riscatto sociale”.

La mostra vuole essere un’occasione di confronto e contatto tra il mondo carcerario e quello esterno, per favorire la ricostruzione del complesso rapporto di San Vittore con la cittadinanza di Milano.

“L’inaugurazione di ReverseLab – ha dichiarato l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi – rappresenta una nuova tappa del percorso che Milano sta tracciando per mettere l’arte e la cultura al servizio della collettività, abbattendo in questo caso le barriere fisiche e simboliche tra la città e il carcere.

Il PAC, con il suo impegno costante sui diritti civili e sociali, è un partner cruciale in questo progetto, dimostrando come l’arte contemporanea possa diventare uno strumento di inclusione, capace di trasformare luoghi di isolamento in spazi di dialogo.

Con progetti come questo, nato dalla collaborazione tra istituzioni accademiche, culturali e sociali, ci impegniamo a dare voce alle realtà più fragili e a creare nuove opportunità di crescita per tutta la comunità milanese”.

Aperta al pubblico due giorni alla settimana (il sabato e il lunedì su due turni 14-15 e 15-16), la mostra è visitabile fino al 28 ottobre 2024 previa iscrizione cliccando qui.





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