Nella mattinata del 5 febbraio 2026, i Carabinieri della Stazione di Arese (MI) hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un quarantenne italiano, ritenuto responsabile di maltrattamenti in famiglia aggravati ai danni della compagna 39enne.
Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale di Milano su richiesta della Procura di Milano, rappresenta un precedente di rilievo: è infatti la prima applicazione dell’aggravante introdotta dopo il reato di femminicidio al delitto di maltrattamenti, quando le condotte sono espressione di controllo, possesso, dominio e limitazione delle libertà individuali della donna.
Le accuse: minacce, aggressioni e un regime di vita vessatorio
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’indagato avrebbe posto in essere condotte reiterate di violenza fisica e verbale, arrivando anche a minacciare la vittima con una pistola soft-air. Un’escalation che avrebbe sottoposto la donna a un regime di vita vessatorio, ge…
