Colpo in ditta a Cologno Monzese: lavoratrice riconosce i rapinatori e fa arrestare due uomini. Uno è un poliziotto

Colpo in ditta a Cologno Monzese: lavoratrice riconosce i rapinatori e fa arrestare due uomini. Uno è un poliziotto.

Cologno Monzese – Quella che sembrava una normale serata di lavoro si è trasformata in un’operazione shock per le forze dell’ordine lombarde. Una donna, impiegata in un’azienda di import-export di prodotti sudamericani a Cologno Monzese, ha riconosciuto per strada due uomini che, solo due settimane prima, avevano assaltato la ditta in cui lavora, portando via 12.000 euro in contanti. Ma la scoperta più inquietante è arrivata poco dopo: uno dei due sospettati è un poliziotto in servizio alla Questura di Milano.

La chiamata d’allarme e l’intervento dei Carabinieri

È il tardo pomeriggio di venerdì quando al numero d’emergenza dei Carabinieri arriva una telefonata concitata.
Dall’altro capo del filo, una donna in evidente stato di agitazione racconta di essere seguita da un’auto. Dice di aver visto una pistola puntata nella sua direzione e di aver riconosciuto i due uomini a bordo: gli stessi che, circa quindici giorni prima, avevano rapinato la sua azienda a Cologno Monzese, fuggendo con l’incasso della settimana.

La centrale operativa fa immediatamente scattare l’allerta. In pochi minuti i Carabinieri della Radiomobile di Sesto San Giovanni e di Cologno Monzese intercettano l’auto segnalata, un veicolo con targhe rubate.

La scoperta: al volante c’è un agente della Polizia di Stato

Quando i militari bloccano l’auto, si trovano di fronte una scena che lascia increduli persino gli inquirenti.
Alla guida c’è un poliziotto in servizio attivo all’Ufficio tecnico della Questura di Milano. Accanto a lui siede un pregiudicato di Buccinasco, già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a reati contro il patrimonio e violenza privata.

L’agente ha con sé la pistola d’ordinanza, mentre nel bagagliaio dell’auto emergono un lampeggiante blu, pettorine della Polizia, una radio portatile e un dispositivo Gps.

Gioielli e indizi inquietanti: la perquisizione a casa del poliziotto

Dopo l’arresto, i Carabinieri e gli uomini della Squadra Mobile di Milano si sono concentrati sul passato e sui movimenti del poliziotto.
Una perquisizione nella sua abitazione ha portato al ritrovamento di gioielli di valore e altri oggetti di sospetta provenienza. Alcuni monili erano custoditi anche nell’armadietto personale in caserma, a disposizione dell’agente durante i turni di lavoro. Tutto il materiale è stato sequestrato e sarà ora analizzato per accertarne l’origine.

L’indagine si allarga: “Perché inseguivano la donna?”

I due uomini sono stati arrestati e posti a disposizione della magistratura. Nelle prossime ore saranno interrogati dal Pubblico Ministero per chiarire le circostanze dell’inseguimento e i motivi della loro presenza in quella zona.

Da capire, ipotesi inquietante, anche perchè i due stessero inseguendo la stessa lavoratrice che avrebbero rapinato due settimane prima, come ha fatto la donna a riconoscerli durante l’inseguimento, o se i due uomini fossero o no a volto coperto. Tutti elementi ora al vaglio degli inquirenti che dovranno far luce sulla “torbida” vicenda.

Il precedente colpo all’azienda di Cologno Monzese

Il primo episodio risale a due settimane fa, quando due uomini armati di pistola fecero irruzione in un’azienda di import-export di prodotti alimentari sudamericani a Cologno Monzese, in provincia di Milano.
Minacciarono i dipendenti e si fecero consegnare 12.000 euro in contanti, per poi dileguarsi rapidamente.

L’azienda aveva subito denunciato il fatto ai Carabinieri, fornendo una descrizione dettagliata dei rapinatori, ma fino a venerdì sera non erano emerse tracce significative.
Il riconoscimento diretto da parte della lavoratrice ha permesso di collegare il tentativo di venerdì alla rapina precedente.

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