Milano, 8 misure cautelari per rapine a mano armata: smantellata banda dei finti agenti

Milano, 8 misure cautelari per rapine a mano armata: smantellata banda dei finti agenti

La Polizia di Stato di Milano, sotto la direzione della Procura della Repubblica – VII Dipartimento, ha dato esecuzione a un’ordinanza con cui il Giudice delle Indagini Preliminari delTribunale di Milano ha disposto otto misure cautelari: sette custodie in carcere e un arresto domiciliare, nei confronti di sette cittadini italiani e un cittadino serbo. Gli indagati sono ritenuti gravemente responsabili, a vario titolo, dei reati di rapina aggravata, sequestro di persona aggravato, porto in luogo pubblico di armi, possesso illecito di segni distintivi in uso ai Corpi di Polizia e ricettazione in concorso.

Due rapine a mano armata in un mese: il modus operandi dei finti agenti

L’indagine, condotta dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Milano, ha permesso di identificare i presunti autori di due gravi rapine a mano armata avvenute nel capoluogo lombardo tra febbraio e marzo 2024. Le vittime: un laboratorio orafo in via Lodovico il Moro e una gioielleria a Bollate.

La prima rapina

Nel primo episodio, tre uomini travestiti da agenti della Polizia Locale, completi di uniformi e distintivi contraffatti, si erano presentati davanti al laboratorio orafo, fingendo di eseguire un arresto. Uno dei complici, vestito in abiti civili, simulava di essere il “finto arrestato”, mentre un quinto uomo restava all’esterno con funzione di palo.

Sfruttando la fiducia ispirata dall’uniforme, i rapinatori erano riusciti a entrare nel laboratorio, dove avevano minacciato il titolare e una dipendente con una pistola. Le vittime erano state legate ai polsi con fascette da elettricista e derubate del telefono cellulare e di gioielli grezzi e oro lavorato per un valore complessivo di circa 100.000 euro. Dopo averle chiuse a chiave nei locali del laboratorio, i malviventi erano fuggiti facendo perdere le proprie tracce.

La seconda rapina

La seconda rapina, avvenuta meno di un mese dopo, ha seguito modalità pressoché identiche. Il 21 marzo, alle 10:40, un uomo travisato e nuovamente vestito da agente della Polizia Locale si è presentato all’ingresso posteriore di una gioielleria a Bollate, dove si trovavano il titolare e un amico. Con la scusa di effettuare un controllo alle telecamere di videosorveglianza, l’uomo ha guadagnato l’accesso all’interno, consentendo al complice, anch’egli travisato e vestito di scuro, di entrare subito dopo.

Una volta dentro, il falso agente ha estratto una pistola e ha intimato al titolare di aprire la cassaforte, dalla quale i rapinatori hanno prelevato denaro contante e gioielli per circa 45.000 euro. Anche in questo caso, i due hanno sequestrato i telefoni cellulari delle vittime, le hanno chiuse nel bagno della gioielleria e sono poi fuggiti rapidamente.

L’indagine

L’attività investigativa, condotta con metodologia analitica e incrocio di dati tecnologici, è partita da una minuziosa analisi dei filmati di videosorveglianza raccolti nelle aree vicine ai due esercizi rapinati. Gli investigatori della Squadra Mobile hanno poi acquisito tabulati telefonici, eseguito intercettazioni e svolto servizi di osservazione e pedinamento che hanno permesso di ricostruire l’intera rete criminale. Il gruppo si avvaleva di soggetti con ruoli differenziati:

  • due uomini fornivano supporto logistico ai componenti della banda;

  • un altro, posto agli arresti domiciliari, si occupava di procurare veicoli rubati utilizzati per i colpi;

  • gli altri membri partecipavano attivamente alle rapine, travestendosi e armando le vittime.

Le misure cautelari e il valore dell’operazione

I provvedimenti restrittivi, firmati dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Milano, sono la conclusione di un’indagine lunga e complessa, che ha permesso di disarticolare un gruppo criminale altamente organizzato e specializzato in rapine simulate tramite l’uso di uniformi e segni distintivi delle forze dell’ordine. L’operazione rappresenta un importante risultato della Polizia di Stato di Milano, che continua a lavorare con determinazione per prevenire e contrastare i reati predatori e per proteggere le categorie più esposte, come gioiellieri e commercianti di beni di valore.

Milano, 8 misure cautelari per rapine a mano armata: smantellata banda dei finti agenti

Milano, 8 misure cautelari per rapine a mano armata: smantellata banda dei finti agenti

La Polizia di Stato di Milano, sotto la direzione della Procura della Repubblica – VII Dipartimento, ha dato esecuzione a un’ordinanza con cui il Giudice delle Indagini Preliminari delTribunale di Milano ha disposto otto misure cautelari: sette custodie in carcere e un arresto domiciliare, nei confronti di sette cittadini italiani e un cittadino serbo. Gli indagati sono ritenuti gravemente responsabili, a vario titolo, dei reati di rapina aggravata, sequestro di persona aggravato, porto in luogo pubblico di armi, possesso illecito di segni distintivi in uso ai Corpi di Polizia e ricettazione in concorso.

Due rapine a mano armata in un mese: il modus operandi dei finti agenti

L’indagine, condotta dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Milano, ha permesso di identificare i presunti autori di due gravi rapine a mano armata avvenute nel capoluogo lombardo tra febbraio e marzo 2024. Le vittime: un laboratorio orafo in via Lodovico il Moro e una gioielleria a Bollate.

La prima rapina

Nel primo episodio, tre uomini travestiti da agenti della Polizia Locale, completi di uniformi e distintivi contraffatti, si erano presentati davanti al laboratorio orafo, fingendo di eseguire un arresto. Uno dei complici, vestito in abiti civili, simulava di essere il “finto arrestato”, mentre un quinto uomo restava all’esterno con funzione di palo.

Sfruttando la fiducia ispirata dall’uniforme, i rapinatori erano riusciti a entrare nel laboratorio, dove avevano minacciato il titolare e una dipendente con una pistola. Le vittime erano state legate ai polsi con fascette da elettricista e derubate del telefono cellulare e di gioielli grezzi e oro lavorato per un valore complessivo di circa 100.000 euro. Dopo averle chiuse a chiave nei locali del laboratorio, i malviventi erano fuggiti facendo perdere le proprie tracce.

La seconda rapina

La seconda rapina, avvenuta meno di un mese dopo, ha seguito modalità pressoché identiche. Il 21 marzo, alle 10:40, un uomo travisato e nuovamente vestito da agente della Polizia Locale si è presentato all’ingresso posteriore di una gioielleria a Bollate, dove si trovavano il titolare e un amico. Con la scusa di effettuare un controllo alle telecamere di videosorveglianza, l’uomo ha guadagnato l’accesso all’interno, consentendo al complice, anch’egli travisato e vestito di scuro, di entrare subito dopo.

Una volta dentro, il falso agente ha estratto una pistola e ha intimato al titolare di aprire la cassaforte, dalla quale i rapinatori hanno prelevato denaro contante e gioielli per circa 45.000 euro. Anche in questo caso, i due hanno sequestrato i telefoni cellulari delle vittime, le hanno chiuse nel bagno della gioielleria e sono poi fuggiti rapidamente.

L’indagine

L’attività investigativa, condotta con metodologia analitica e incrocio di dati tecnologici, è partita da una minuziosa analisi dei filmati di videosorveglianza raccolti nelle aree vicine ai due esercizi rapinati. Gli investigatori della Squadra Mobile hanno poi acquisito tabulati telefonici, eseguito intercettazioni e svolto servizi di osservazione e pedinamento che hanno permesso di ricostruire l’intera rete criminale. Il gruppo si avvaleva di soggetti con ruoli differenziati:

  • due uomini fornivano supporto logistico ai componenti della banda;

  • un altro, posto agli arresti domiciliari, si occupava di procurare veicoli rubati utilizzati per i colpi;

  • gli altri membri partecipavano attivamente alle rapine, travestendosi e armando le vittime.

Le misure cautelari e il valore dell’operazione

I provvedimenti restrittivi, firmati dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Milano, sono la conclusione di un’indagine lunga e complessa, che ha permesso di disarticolare un gruppo criminale altamente organizzato e specializzato in rapine simulate tramite l’uso di uniformi e segni distintivi delle forze dell’ordine. L’operazione rappresenta un importante risultato della Polizia di Stato di Milano, che continua a lavorare con determinazione per prevenire e contrastare i reati predatori e per proteggere le categorie più esposte, come gioiellieri e commercianti di beni di valore.

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