Milano, femminicidio a Bruzzano: Luciana Ronchi uccisa dall’ex compagno. L’orrore ripreso dalle telecamere

Milano, femminicidio a Bruzzano: Luciana Ronchi uccisa dall’ex compagno. L’orrore ripreso dalle telecamere

Le immagini mostrano i diciassette secondi in cui l’uomo la raggiunge, la afferra e la colpisce con quattordici coltellate. I passanti, sotto shock, non riescono a intervenire.

Milano è ancora sconvolta dal brutale omicidio di Luciana Ronchi, la donna di 56 anni uccisa a coltellate dall’ex compagno Luigi Morcaldi nella mattinata di martedì, nel quartiere Bruzzano. Una telecamera di sorveglianza ha ripreso attimo per attimo la sequenza dell’aggressione, durata appena diciassette secondi ma sufficiente a spezzare una vita.

Le immagini, riprese dall’alto, mostrano Morcaldi a bordo di uno scooter. Dopo un’inversione a U, l’uomo nota la sua ex compagna che sta rientrando a casa. Luciana lo riconosce e tenta di allontanarsi, ma lui la raggiunge, la afferra per le spalle e la spinge tra due auto in sosta. Lì la colpisce ripetutamente, quattordici volte, con una violenza che lascia impietriti i testimoni. Alcuni passanti assistono alla scena, ma la rapidità e la brutalità dell’aggressione li paralizzano. La donna riesce a fare pochi passi prima di accasciarsi a terra.

Subito dopo, Morcaldi fugge. Sarà rintracciato e fermato nel pomeriggio, a pochi chilometri di distanza. Davanti ai magistrati confessa: “Sì, sono stato io. Ma non volevo ucciderla. Pensavo due coltellate, non quattordici”. Ai pm racconta di aver atteso Luciana “per farle del male, non per ucciderla”, sostenendo di aver agito d’impeto.

Secondo le prime ricostruzioni, il rancore dell’uomo covava da tempo. Dopo la fine della convivenza nel 2022, Morcaldi avrebbe vissuto mesi difficili, dormendo in macchina e lavorando saltuariamente come badante. In una lettera inviata al figlio, intitolata “La torta avvelenata”, aveva riversato la propria rabbia contro l’ex compagna e la sua famiglia.

Due operai che hanno assistito alla scena hanno raccontato agli inquirenti il momento dell’aggressione: “Ho visto un uomo tirare i capelli di una donna che urlava e cercava di divincolarsi”, ha spiegato uno dei testimoni. “Perdeva molto sangue dal collo e dal volto”, ha aggiunto l’altro, che ha provato a soccorrerla.

Luciana è stata trasportata d’urgenza all’ospedale Niguarda, dove è morta in serata dopo ore di agonia. La notizia della sua morte ha sconvolto il quartiere di Bruzzano, dove giovedì sera si è tenuto un corteo silenzioso per ricordarla. In prima fila, il sindaco Giuseppe Sala, che ha ribadito la necessità di un “Codice rosso rafforzato 2.0”, con l’obbligo del braccialetto elettronico per chi è denunciato per violenza domestica o stalking.

Lo striscione d’apertura recitava: “Con Luciana nel cuore”. Centinaia di persone, tra cittadini e rappresentanti delle istituzioni, hanno partecipato alla fiaccolata per dire basta alla violenza di genere.

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