Milano, identificati i quattro minori che hanno investito e ucciso Cecilia De Astis: hanno tra 11 e 13 anni 

Milano, identificati i quattro minori che hanno investito e ucciso Cecilia De Astis: hanno tra 11 e 13 anni 

La città è sotto choc. A meno di 24 ore dal tragico investimento in via Saponaro (quartiere Gratosoglio, periferia sud di Milano) in cui ha perso la vita Cecilia De Astis, 71 anni, gli investigatori hanno identificato e rintracciato quattro giovanissimi – tre maschi e una bambina – tutti di età compresa tra 11 e 13 anni. Secondo quanto ricostruito, uno di loro (classe 2012) sarebbe stato alla guida dell’auto rubata che ha travolto la donna.

I minori sono stati localizzati in un insediamento di via Selvanesco, nell’area di Chiesa Rossa, non lontano dal luogo dell’incidente. La loro non imputabilità è legata all’età: in Italia i minori di 14 anni non sono penalmente imputabili (art. 97 c.p.).

Identificazione: telecamere e abbigliamento hanno fatto la differenza

Il gruppo è stato riconosciuto attraverso le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Decisivo un dettaglio d’abbigliamento: i tre ragazzi indossavano la stessa maglietta, acquistata poco prima in un centro commerciale della zona, dove erano stati ripresi in volto dai sistemi di sicurezza. Incrociando i fotogrammi con gli orari dell’incidente, gli inquirenti sono risaliti rapidamente ai giovanissimi, poi rintracciati nel campo di via Selvanesco.

Il contesto in via Selvanesco: testimonianze e degrado

Dalle testimonianze raccolte nell’area emergono criticità: presenza di rifiuti, mezzi abbandonati o incendiati e frizioni con chi frequenta gli orti vicini. Un residente riferisce di furti e danneggiamenti e di tensioni crescenti nell’ultimo anno. Un quadro che alimenta il dibattito su come gestire e superare gli insediamenti irregolari, senza però trasformare la legittima indignazione in discriminazione o generalizzazioni.

Profili legali: non imputabilità e responsabilità dei genitori

Sul piano penale, i quattro non possono essere imputati in quanto under 14. Restano però possibili interventi del Tribunale per i minorenni e dei servizi sociali per la tutela e l’educazione, oltre agli accertamenti sulla responsabilità dei genitori per omessa vigilanza e altre eventuali ipotesi di reato in capo agli adulti coinvolti (dalla provenienza dell’auto al comportamento post-incidente). L’indagine, coordinata dalla magistratura, prosegue nel raccogliere elementi su dinamica, catena di possesso del veicolo e condotta del gruppo.

Le reazioni: scontro politico e i numeri del “superamento” dei campi

La tragedia ha innescato un confronto politico. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha stigmatizzato le strumentalizzazioni e ha ricordato il percorso cittadino di chiusura di insediamenti irregolari e autorizzati nel corso degli anni, rivendicando un’azione costante di “superamento”. Dall’altra parte, il vicepremier Matteo Salvini e altri esponenti di centrodestra hanno invocato sgomberi immediati e provvedimenti duri anche verso i genitori dei minori coinvolti.

Su un punto c’è convergenza: la necessità di accertare le responsabilità familiari e assicurare che episodi simili non si ripetano, rafforzando controlli e interventi sociali nei contesti più fragili.

Le forze dell’ordine proseguono con Approfondimenti tecnici sui filmati e sugli spostamenti del veicolo rubato, ascolto di testimoni nell’area di via Selvanesco, valutazioni dei servizi sociali sul nucleo familiare dei minori.

Nel frattempo, la comunità di Gratosoglio resta scossa per la morte di Cecilia De Astis, cui i residenti hanno dedicato messaggi di cordoglio. Il caso riaccende il tema della sicurezza stradale e della prevenzione: educazione alla guida e tutela dei pedoni, contrasto ai furti d’auto, sorveglianza dei punti critici e interventi mirati dove dispersione scolastica e degrado rischiano di alimentare comportamenti pericolosi.

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