Operazione “ELICIUS”: Smantellata la Gang Hacker Internazionale “Diskstation” dalla Polizia Postale Italiana

Operazione “ELICIUS”: Smantellata la Gang Hacker Internazionale “Diskstation” dalla Polizia Postale Italiana.

Colpiti professionisti, imprese e onlus in tutta Europa. Coordinamento con le forze di Francia, Romania ed Europol. Custodia cautelare per il presunto capo della rete criminale.

Una vasta e articolata operazione internazionale contro la criminalità informatica si è conclusa con un significativo successo per la Polizia di Stato italiana, che ha smantellato una pericolosa gang hacker transnazionale. Con l’operazione “ELICIUS”, condotta in collaborazione con le autorità di Francia e Romania e sotto il coordinamento di Europol, è stata smantellata la rete “Diskstation”, responsabile di una lunga scia di estorsioni digitali perpetrate attraverso attacchi ransomware.

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L’inchiesta: ransomware e paralisi delle attività produttive

L’indagine ha preso avvio da una serie di denunce presentate da diverse società operanti in Lombardia, che hanno segnalato attacchi informatici devastanti: i loro sistemi informatici sono stati compromessi da ransomware, software malevolo che cripta i dati rendendoli inaccessibili. Gli aggressori richiedevano riscatti in criptovaluta per restituire i file rubati, bloccando di fatto le attività delle aziende colpite.

Il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica (C.O.S.C.) di Milano, sotto la guida del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica e in stretta collaborazione con la Procura della Repubblica di Milano, ha subito attivato un’indagine su due fronti: analisi forense sui sistemi informatici violati e tracciamento dei flussi di criptovalute sulla blockchain. Questi accertamenti hanno permesso di individuare legami con attacchi avvenuti anche in altri Paesi europei.

Il ruolo di Europol e l’estensione internazionale

L’indagine si è rapidamente ampliata oltre i confini italiani. Grazie al supporto operativo e strategico di Europol, è stata costituita una task force transnazionale composta da investigatori italiani, francesi e rumeni. Le autorità europee hanno confermato che la sigla “Diskstation” era già comparsa in altri casi di cyber-estorsione.

Le vittime della gang erano professionisti e società attive in settori chiave come produzione grafica, cinematografia, eventi e persino organizzazioni non governative internazionali impegnate nella difesa dei diritti civili e nella beneficenza. Questo ha reso evidente la pericolosità e la pervasività delle operazioni condotte dal gruppo.

L’arresto a Bucarest: colpito il cuore della rete

Nel giugno 2024, l’indagine ha avuto un momento decisivo con una serie di perquisizioni a Bucarest, capitale della Romania, condotte congiuntamente dalla polizia rumena e dagli agenti italiani del C.O.S.C. di Milano. Durante l’operazione sono stati raccolti elementi probatori cruciali che hanno confermato le ipotesi investigative e hanno permesso di cogliere in flagranza di reato alcuni indagati.

Il principale sospettato, un cittadino rumeno di 44 anni, è stato arrestato con l’accusa di “accesso abusivo a sistema informatico o telematico” e “estorsione”. Il Gip presso il Tribunale di Milano, su richiesta della Procura, ha disposto la misura cautelare della custodia in carcere, sottolineando la gravità dei reati e la pericolosità sociale del soggetto.

Un’azione modello nella cooperazione internazionale

L’operazione “ELICIUS” rappresenta un modello virtuoso di cooperazione tra forze di polizia europee nella lotta alla criminalità informatica. Ha dimostrato come l’unione di competenze tecniche, coordinamento investigativo e collaborazione transfrontaliera sia essenziale per colpire le nuove mafie digitali, sempre più strutturate, globali e pericolose.

Le implicazioni economiche e sociali

Gli attacchi ransomware, oltre a causare gravi danni economici diretti alle aziende, mettono a rischio la continuità operativa di interi settori produttivi e minano la fiducia nel sistema digitale. Il fatto che anche enti no-profit e onlus siano finiti nel mirino della gang dimostra la totale assenza di scrupoli dei cybercriminali, pronti a colpire anche chi opera per scopi umanitari.

Con l’arresto del presunto capo della rete, le autorità italiane e internazionali sperano di aver inferto un colpo significativo all’organizzazione “Diskstation”, anche se l’allerta resta alta. Gli investigatori continuano a monitorare la rete per intercettare eventuali sviluppi e individuare altri componenti del gruppo criminale.

L’operazione “ELICIUS” evidenzia ancora una volta l’importanza di denunciare tempestivamente gli attacchi informatici e affidarsi alle competenze delle forze dell’ordine. La criminalità digitale non ha confini, ma nemmeno la giustizia. Grazie alla cooperazione europea, un’altra pericolosa minaccia è stata neutralizzata.

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