Protesta degli ucraini sotto il consolato degli Stati Uniti a Milano: “Da Trump show assurdo, bene Zelensky”

Protesta degli ucraini sotto il consolato degli Stati Uniti a Milano: “Da Trump show assurdo, bene Zelensky”

Un presidio spontaneo e non autorizzato si è svolto oggi, Sabato 1 marzo sotto il Consolato degli Stati Uniti a Milano, dove alcune decine di manifestanti ucraini e italiani hanno espresso la loro indignazione per l’incontro avvenuto ieri alla Casa Bianca tra il presidente Donald Trump e il leader ucraino Volodymyr Zelensky. La protesta, organizzata dall’associazione Italia-Ucraina Maidan e da altri gruppi di ucraini residenti a Milano, ha avuto come obiettivo quello di denunciare quello che i manifestanti hanno definito un “assurdo show” da parte del presidente USA.

Bandiere dell’Ucraina, dell’Italia e dell’Unione Europea hanno fatto da sfondo alla manifestazione, che ha visto interventi accorati a favore del sostegno all’Ucraina e della difesa dei valori europei.

“Non possiamo restare in silenzio”: la voce dei manifestanti

Tra i promotori della protesta, il presidente dell’associazione Italia-Ucraina Maidan, Fabio Prevedello, ha dichiarato:

“Non possiamo rimanere in silenzio mentre vengono violati i diritti europei. La nostra voce è per il popolo ucraino e per i valori europei. Noi manifestiamo contro ciò che è successo ieri alla Casa Bianca, non contro il popolo americano, che consideriamo fraterno, ma per chiedere una posizione chiara e netta a sostegno dell’Ucraina”.

La manifestazione è stata sostenuta anche da Tetyana Bezruchenko, attivista ucraina, che in un video sui social ha invitato la cittadinanza a unirsi alla protesta per difendere la libertà e i diritti europei.

Critiche a Trump e la questione delle terre rare

Oltre alle critiche all’atteggiamento di Trump, i manifestanti hanno espresso preoccupazione per la questione delle terre rare in Ucraina. Il paese è infatti ricco di giacimenti di questi materiali strategici, essenziali per l’industria tecnologica e militare.

Secondo Prevedello, la gestione di queste risorse potrebbe avere conseguenze ambientali devastanti:

“L’estrazione di una tonnellata di terre rare porta a una produzione di duemila tonnellate di rifiuti tossici. Se davvero l’Ucraina possiede un giacimento così grande, il disastro ambientale potrebbe essere peggiore di quello di Chernobyl. Non possiamo permettere che il paese venga venduto senza garanzie reali sulla sua sicurezza futura”.

Il presidente dell’associazione ha anche elogiato la posizione di Zelensky, che avrebbe rifiutato un accordo che non offriva sufficienti garanzie per il futuro del suo paese:

“Bene ha fatto Zelensky a dire: ‘a queste condizioni è improponibile’”.

Prossimi appuntamenti: la mobilitazione continua

L’onda di proteste non si ferma qui. Per la giornata di domani, Domenica 2 marzo è infatti  già previsto un nuovo appuntamento a sostegno dell’Ucraina, con una manifestazione in piazza Mercanti organizzata in collaborazione con Azione.

L’obiettivo resta quello di sensibilizzare l’opinione pubblica internazionale e sollecitare un maggiore impegno da parte dei governi occidentali per garantire un sostegno concreto all’Ucraina, senza compromessi che possano minarne la sovranità e la sicurezza.

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