Stop Diesel Euro 5 rinviato al 2026: il Governo accoglie la richiesta della Lega. Pase: “Una vittoria di buonsenso per la Lombardia”

Stop Diesel Euro 5 rinviato al 2026: il Governo accoglie la richiesta della Lega. Pase: “Una vittoria di buonsenso per la Lombardia”.

Milano, 8 luglio 2025 – Slitta di un anno l’entrata in vigore delle restrizioni alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 nelle regioni del Bacino Padano. Le Commissioni congiunte Ambiente e Trasporti della Camera dei Deputati hanno approvato un emendamento al Decreto Legge Infrastrutture che posticipa dal 1° ottobre 2025 al 1° ottobre 2026 l’attuazione del divieto, accogliendo così le pressanti richieste della Regione Lombardia e della Lega.

Una decisione accolta con grande soddisfazione dal Consigliere Regionale Riccardo Pase, Vicepresidente della Commissione Ambiente in Lombardia e responsabile del Dipartimento Ambiente del partito a livello regionale:

“Una misura in continuità con quanto fatto dal Gruppo Lega in Consiglio Regionale, che qualche settimana fa aveva presentato una mozione per chiedere di rivedere le limitazioni previste da Bruxelles per i veicoli diesel Euro 5.”

Una vittoria politica della Lega

Il provvedimento è il frutto di un’intensa attività politica e istituzionale portata avanti dalla Lega sia a livello regionale che nazionale. Pase ha voluto sottolineare il ruolo decisivo del partito nel contrastare una misura ritenuta troppo penalizzante per cittadini e lavoratori:

“Come sempre la Lega, con pragmatismo, dice no a una misura che avrebbe danneggiato milioni di italiani e centinaia di migliaia di cittadini lombardi solo per accontentare Bruxelles e la Commissione Von der Leyen.”

Il rinvio, affermano dal partito, consente di tutelare lavoratori, pendolari, piccoli imprenditori e famiglie che utilizzano quotidianamente veicoli Euro 5, molti dei quali acquistati solo pochi anni fa e ancora perfettamente funzionanti.

Scontro tra pragmatismo e ideologia

Secondo Pase, le politiche ambientali europee devono essere equilibrate e sostenibili anche dal punto di vista sociale ed economico. Il consigliere lombardo non risparmia critiche a Bruxelles:

“Giusta l’attenzione nei confronti della pianificazione della qualità dell’aria, ma non devono essere i lavoratori e i cittadini lombardi a pagare per le folli direttive ambientali dell’UE.”

Il messaggio è chiaro: la transizione ecologica non può diventare un fardello insostenibile per la popolazione, e va attuata con criteri di realismo, gradualità e giustizia sociale.

Lombardia al centro del dibattito

La Regione Lombardia, che rientra tra le aree più industrializzate e popolate del Paese, è anche una delle più colpite dalle direttive europee sulla qualità dell’aria. Le limitazioni agli Euro 5 avrebbero interessato centinaia di migliaia di veicoli, con impatti significativi sulla mobilità urbana e interregionale.

Il rinvio rappresenta dunque anche un riconoscimento delle specificità territoriali e della necessità di adottare soluzioni flessibili e differenziate, evitando misure a “taglia unica” imposte dall’alto.

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