Svolta nella lotta alla Peritonite Infettiva Felina: presto il farmaco salva-vita sarà disponibile in farmacia. On. Gemmato: “Soluzione trovata”, On. Brambilla: “Battaglia vinta”

Svolta nella lotta alla Peritonite Infettiva Felina: presto il farmaco salva-vita sarà disponibile in farmacia. On. Gemmato: “Soluzione trovata”, On. Brambilla: “Battaglia vinta”

Una nuova speranza per migliaia di gatti affetti da FIP: il remdesivir potrà essere finalmente distribuito anche nelle farmacie, su prescrizione veterinaria. Un importante passo avanti nella tutela degli animali domestici e nella lotta alla burocrazia che ostacolava l’accesso a cure efficaci.

La Peritonite Infettiva Felina (FIP) rappresenta una delle malattie più temute per i proprietari di gatti: si tratta di una patologia virale, causata da una mutazione del coronavirus felino (FCoV), che presenta un tasso di mortalità devastante, pari al 96% dei casi sintomatici. Per lungo tempo, la possibilità di cura è rimasta confinata nella sperimentazione o nella clandestinità, con farmaci acquistati illegalmente e somministrati senza garanzie. Ora, però, arriva una svolta che potrebbe cambiare radicalmente il destino di molti animali colpiti dalla malattia.

Il sottosegretario alla Salute, on. Marcello Gemmato, ha annunciato ufficialmente che il Ministero si attiverà per chiedere all’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, l’autorizzazione alla distribuzione del remdesivir anche in farmacia, permettendo così, tramite ricetta veterinaria unica, l’acquisto legale e sicuro del farmaco.

Una vittoria per la tutela degli animali

La notizia è stata data in occasione di un evento promosso dall’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente dell’Intergruppo parlamentare per i Diritti degli Animali e la Tutela dell’Ambiente, storicamente in prima linea per i diritti degli animali. “Questa è la mia battaglia – ha dichiarato – l’abbiamo vinta e sono lieta di poter finalmente dare una bellissima notizia ai proprietari di gatti, che attendevano da tempo una soluzione concreta”.

Da sinistra a destra: ten. col Maruska Strapparelli; il sottosegretario Marcello Gemmato; l’on. Michela Vittoria Brambilla e il dott. Giunio Bruto Cherubini

Fino ad oggi, infatti, il remdesivir, antivirale nato per l’uso umano (e noto per il suo impiego anche contro il Covid-19), non poteva essere ufficialmente utilizzato per gli animali. Di conseguenza, molti proprietari disperati si sono rivolti al mercato nero, affrontando costi proibitivi e rischi legati alla scarsa tracciabilità e alla qualità dei prodotti.

Anticipare l’Europa: l’Italia fa da apripista

Secondo quanto riferito da Gemmato, un regolamento europeo del 2024 prevede l’autorizzazione del remdesivir per uso veterinario a partire da agosto 2026. “Ma i nostri animali non possono aspettare”, ha sottolineato. Per questo motivo, il sottosegretario e l’on. Brambilla hanno lavorato a una strategia per anticipare i tempi e soprattutto cambiare il canale distributivo, rendendo immediatamente fruibile il farmaco nelle farmacie italiane.

Più complessa si preannuncia invece la situazione per il GS-441524, un farmaco derivato dal remdesivir, ritenuto ancora più specifico per il trattamento della FIP. La sua registrazione dovrà essere richiesta dalla casa produttrice cinese, un iter che potrebbe richiedere anni.

L’appello della comunità scientifica e veterinaria

A confermare l’efficacia del trattamento è il dott. Giunio Bruto Cherubini, consigliere della Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani (FNOVI): “Esistono pochi farmaci, per l’uomo o per gli animali, con un tasso di efficacia così elevato: siamo intorno al 93%”. Una cifra che, da sola, dovrebbe spingere verso un’adozione rapida e capillare del farmaco.

Anche le forze dell’ordine auspicano un cambiamento. Maruska Strappatelli, comandante del Nucleo Carabinieri AIFA, ha dichiarato: “Ogni intervento regolatorio che metta fine al mercato illegale sarebbe il benvenuto. Sposterebbe il focus dal possesso illegale del farmaco alla corretta dispensazione del farmaco legalizzato”.

Un impegno bipartisan anche a livello regionale

In Lombardia, il Consiglio Regionale ha approvato una mozione presentata dal consigliere Riccardo Pase (Lega), membro della Commissione Sanità, per invitare la Giunta a sollecitare il Governo sulla necessità di regolamentare con urgenza la cura della FIP, autorizzando l’uso del GS-441524.

Riccardo Pase – Consigliere Lega Regione Lombarda


“La FIP – ha spiegato Pase – è una malattia che non lascia scampo. I nostri animali domestici, che sono membri delle nostre famiglie, devono avere accesso a cure dignitose. Non possiamo più permettere che i proprietari siano costretti a rivolgersi al mercato nero”
. Pase ha inoltre sottolineato l’importanza del legame affettivo e psicologico tra umani e animali, soprattutto per le persone sole e anziane.

Il futuro dei farmaci veterinari

Per l’on. Brambilla, questa vicenda deve rappresentare un punto di partenza per ripensare radicalmente l’accesso ai farmaci veterinari: “I prezzi sono troppo alti. È assurdo che esistano cure efficaci, ma che non possano essere utilizzate per cavilli burocratici o interessi economici. È tempo di promuovere l’uso di farmaci generici anche per gli animali, come accade per l’uomo”.

Inoltre, Brambilla rilancia una proposta già sostenuta da molte associazioni animaliste: consentire, a parità di principio attivo, l’impiego di farmaci per uso umano anche sugli animali, laddove le condizioni lo permettano. Un approccio pragmatico, che risponde a una logica di buon senso e di civiltà.

Una questione di etica e responsabilità

La peritonite infettiva felina non è più solo un problema veterinario: è diventata una questione etica, sociale e politica. Il diritto alla cura degli animali d’affezione, che sempre più sono considerati membri a pieno titolo delle famiglie italiane, non può essere subordinato a ritardi normativi o a logiche di mercato.

L’annuncio dell’on. Gemmato e la determinazione dell’on. Brambilla rappresentano una conquista storica per il mondo animalista, per i veterinari, per le famiglie e soprattutto per quei gatti che ora hanno una concreta possibilità di salvezza.

La battaglia non è ancora conclusa, ma un passo decisivo è stato compiuto. E stavolta, è stato dalla parte giusta.

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