Terrorismo internazionale, minore tunisino arrestato dai Carabinieri: si era auto-radicalizzato e progettava di combattere per l’ISIS

Terrorismo internazionale, minore tunisino arrestato dai Carabinieri: si era auto-radicalizzato e progettava di combattere per l’ISIS.

Nelle prime ore del 4 novembre, il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri, con il supporto dei Comandi Provinciali di Milano e di Pavia, ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un minore di origine tunisina, residente nella provincia di Pavia, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni di Milano su richiesta della Procura per i Minorenni.

Le indagini, avviate a ottobre 2024, hanno permesso di ricostruire un percorso di auto-radicalizzazione iniziato nel corso dell’ultimo anno.

Il ragazzo avrebbe aderito a un circuito telematico internazionale strutturato, dedito alla propaganda jihadista e all’esaltazione del martirio, diffondendo contenuti multimediali di ispirazione terroristica riferibili allo Stato Islamico – ISIS.

Manuali esplosivi e intenzione di combattere

Nel corso dell’attività investigativa è emerso che il minore, durante la fase di auto-addestramento, si era procurato manuali per la costruzione di ordigni esplosivi e incendiari, utilizzando sostanze di facile reperibilità.

Aveva inoltre manifestato la volontà di recarsi in un’area di conflitto per unirsi ai combattenti jihadisti.

All’indagato sono stati contestati i reati previsti dall’articolo 270 bis, comma 2 del Codice Penale (partecipazione a un’organizzazione con finalità di terrorismo) e dall’articolo 414, comma 4 (istigazione a delinquere aggravata dall’uso di strumenti informatici e telematici, con riferimento a delitti di terrorismo).

Nel corso della medesima operazione è stata perquisita una minorenne di origini egiziane, residente a Milano, anch’ella inserita nello stesso gruppo radicalizzato attivo sui social network e nelle piattaforme di messaggistica istantanea.

Gli investigatori hanno accertato che il minore gestiva diversi profili social, attraverso i quali svolgeva un’intensa attività di diffusione di contenuti di apologia jihadista, inneggiando a noti esponenti del terrorismo islamico e istigando altri giovani, anche minorenni, a giurare fedeltà allo Stato Islamico.

Dalle indagini sono emersi anche contatti diretti con soggetti già arrestati per reati di terrorismo internazionale, alcuni dei quali coinvolti nella diffusione in rete di video e materiali di propaganda violenta.

L’operazione rappresenta un ulteriore successo nella lotta al terrorismo di matrice jihadista portata avanti dal Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri e dalla Procura per i Minorenni di Milano, in collaborazione con le strutture antiterrorismo nazionali.

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