Milano, riesame del caso Park Towers: Secondo il pubblico ministero non c’è corruzione

Milano, riesame del caso Park Towers: Secondo il pubblico ministero non c’è corruzione.

Il caso Park Towers, che aveva coinvolto 6 persone accusate di abuso edilizio, subisce una svolta. Il Tribunale del Riesame annulla le misure cautelari imposte a fine luglio 2025, che comprendevano gli arresti domiciliari per l’architetto Scandurra, componente della Commissione Paesaggio del Comune di Milano; il CEO di Coima, Catella; l’ ex assessore alla Rigenerazione urbana Tancredi; il presidente della commissione paesaggio del Comune di Milano Marinoni e l’ architetto e socio della società di progettazione integrata J+S, Federico Pella. Andrea Bezziccheri, invece, imprenditore e fondatore di Bluestone, aveva ricevuto la custodia cautelare.

I sei, accusati in una prima inchiesta datata luglio 2025 di abuso edilizio, lottizzazione abusiva e falso, sarebbero stati liberati dalle misure cautelari.

I parametri dell’ inchiesta.

Secondo le prime accuse, il team di Bezziccheri avrebbe costruito le ormai famose tre torri da 113 appartamenti di Crescenzago senza realizzare un piano attuativo, come sarebbe stato necessario, ma tramite una semplice certificazione per ristrutturazione.

Questo avrebbe non solo impedito ai cittadini di Crescenzago di fruire di alcuni benefici, come aree verdi e parcheggi, ma, secondo le iniziali accuse, avrebbe anche permesso a Bezziccheri e al suo team la violazione potenziale di alcune norme paesaggistiche e di ridurre gli oneri di urbanizzazione. 

L’ affidamento del progetto a un membro della Commissione Paesaggio del Comune di Milano, unito alle accuse di violazione delle leggi urbanistiche e paesaggistiche, aveva inoltre fatto ipotizzare un tentativo di corruzione, motivo per cui sarebbero state applicate le misure cautelari.

Il Tribunale del Riesame: non ci sono prove di corruzione.

Le misure cautelari applicate a Scandurra, Bezziccheri e Catella sono state revocate dalle autorità competenti a seguito della revisione del caso.

I giudici Pendino, Ghezzi e Papagno, che hanno presieduto il Riesame, hanno verificato l’assenza di prove che l’architetto Scandurra fosse stato incaricato del progetto per intenti disonesti, e non per le sue competenze professionali.

Le fatture presentate dagli indagati, che inizialmente erano state considerate sospette, sono state ricondotte nel corso del riesame a servizi realmente effettuati ed è stato dichiarato agli atti che “non vi è traccia di sovrafatturazioni o di fatture false”.

L’assenza di prove di corruzione accertate hanno portato il 16 settembre alla revoca dei domiciliari per Scandurra e Catella e alla  scarcerazione di Bezziccheri. La vicenda non è però terminata nonostante il notevole ridimensionamento delle accuse.

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