La Corte d’Assise d’Appello di Milano ha riconosciuto l’aggravante della premeditazione nei confronti di Alessandro Impagnatiello, l’ex barman di 33 anni condannato all’ergastolo per aver ucciso la compagna Giulia Tramontano, 29 anni, incinta al settimo mese del loro figlio Thiago. La decisione arriva al termine del processo d’appello bis, disposto dalla Corte di Cassazione per rivalutare un elemento centrale nella ricostruzione del femminicidio avvenuto il 27 maggio 2023 nell’abitazione della coppia a Senago, alle porte di Milano.
Il nuovo verdetto ripristina l’aggravante che era stata riconosciuta nel giudizio di primo grado, ma successivamente esclusa dalla Corte d’Assise d’Appello nel giugno 2025. La condanna all’ergastolo, già confermata nei precedenti gradi di giudizio, rimane invariata, mentre alla pena viene aggiunto un periodo di isolamento diurno di tre mesi. Impagnatiello sta attualmente scontando la condanna nel carcere di Pavia.
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